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Miraculous Heroes 3

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Titolo: Miraculous Heroes 3
Personaggi: Adrien Agreste, Marinette Dupain-Cheng, altri
Genere: azione, mistero, romantico
Rating: NC13
Avvertimenti: longfic, what if...?, original character
Wordcount: 2.928 (Fidipù)
Note: Finalmente è giunto! Il nuovo Portatore è qui! E sì, immagino che molti si sono sorpresi: in vero, il piccolo Thomas (per caso vi ricorda qualcosa questo nome? Fra l'altro, il suo migliore amico si chiama Jérèmie. Un caso, secondo voi?) era stato designato come Portatore fin dall'inizio, infatti se ricorderete era apparso alcune volte in Miraculous Heroes 2, solo...beh, lo ammetto: volevo deviarvi un po' e quindi ecco perché del disguido con Camille. Perdonatemi.

 

 

Nooroo osservò confuso il ragazzino che aveva davanti: era certo che il maestro gli avesse detto che il nuovo possessore del suo Miraculous sarebbe stato una ragazza, ma quello che aveva davanti…
Beh, era un maschio.
Forse il maestro stava invecchiando e aveva iniziato a perdere colpi?
Sorrise, donando tutta l’attenzione al ragazzino che, con lo sguardo sbarrato, lo stava fissando: «U-un a-ali…eno…» balbettò, facendo un passo indietro e colpendo con le gambe il letto; Nooroo l’osservò cadere sul materasso e, muovere nel nulla gambe e braccia, mentre cercava di issarsi a sedere: «Stai lontano da me!» esclamò, quando ebbe recuperato una posizione più o meno composta.
«Non sono un alieno! Son un kwami!»
«Cos’è? Il nome della tua razza, alieno?»
Nooroo sospirò, osservando il suo Portatore: una volta, gli altri, gli avevano raccontato il primo incontro con i loro Portatori e Nooroo si era sentito quasi fortunato.
Niente grida isteriche, niente imprigionamenti…
Gabriel sapeva cosa era e a cosa serviva.
Il suo nuovo Portatore invece…
«Non sono un alieno.» ripeté nuovamente, volando vicino il cofanetto con il suo Miraculous: «Mi chiamo Nooroo e sono un kwami, uno spirito legato a questa spilla.»
«Sei un fantasma?»
«No!» sbottò Nooroo, sospirando pesantemente: «Immagino che chiederti di seguirmi…»
«Mi prendi per scemo?» bofonchiò il ragazzino, mettendosi finalmente seduto in modo consono e incrociando le braccia: «Chi mi assicura che non sei un demone o un alieno o qualsiasi altra cosa!»
«Ti prego di credermi che, dove ti condurrò, non ti succederà niente di male.» dichiarò Nooroo, fluttuando all’altezza del volto del ragazzino: «Tu sarai qualcuno di importante da ora in poi.»
«Qualcuno di importante?» domandò l’altro, scuotendo il capo e indietreggiando un poco: «E come?»
«Con il mio Miraculous tu avrai un potere e, con questo, potrai affiancare gli eroi di Parigi.»
Il ragazzino sbatté le palpebre, rilassandosi un poco e con una nuova luce negli occhi: «Gli eroi di Parigi? Cosa centri tu con loro?»
«Ogni eroe ha un gioiello, al quale è legato un kwami come me.» spiegò Nooroo, indicando la spilla e felice di aver trovato un punto che lo interessasse e che potesse invogliarlo a seguirlo da Fu: «Io vorrei condurti da loro, se tu mi seguirai perché da adesso, anche tu sarai un eroe di Parigi.»
Osservò il ragazzo puntare la spilla e, dopo una certa titubanza, afferrarla è rigirarla fra le dita: «E’ da femmina.» bofonchiò, alzandosi in piedi e cercando un punto dove sistemarla, decidendo alla fine per la cintura, così da essere nascosta alla vista grazie alla maglia lunga: «Quindi anche gli altri eroi hanno una spilla come questa?»
«Oh no. I Miraculous hanno forme differenti.» spiegò il kwami sorridendo al ragazzo: «Mi seguirai allora?»
«Sono stupido a crederci, lo so. Finirà male, lo so.»
«Ecco, io…»
«Conducimi, alieno.»
«Ti ho detto che…»
«Sì, sì.»


Willhelmina sbuffò, recuperando il cellulare dalla borsa e notando il chiamante: «Sto arrivando.» dichiarò, non appena accettata la chiamata: «Maxime ha deciso proprio oggi di voler controllare i bilanci e ho fatto un po’ tardi.»
«Un po’ tardi, Bridgette?»
«Willhelmina, Fu.» sospirò stancamente la donna, riprendendo l’amico per l’ennesima volta: «Quante volte devo dirtelo di non chiamarmi con quel…» si bloccò, gli occhi fissi sulla figura maschile davanti a lei: la camminata lenta e tranquilla, le spalle ampie accarezzate dai capelli lunghi e biondi, tutto in quell’uomo le ricordava il fantasma che la tormentava.
Ma lui era morto.
Lei l’aveva visto.
«Bridgette? Bridgette?»
«Willhelmina, Fu.» lo riprese meccanicamente, mentre l’uomo in abito candido spariva fra la folla: «Sto arrivando.»
«Stai bene?»
«Sì.» mormorò, scuotendo il capo: «Sì, sto bene.»
Non poteva essere.
Era semplicemente la sua mente che le giocava brutti scherzi: stare troppo a contatto con i ragazzi la stava riportando indietro nel tempo a quando lui era ancora al suo fianco.
O forse stava lavorando troppo.
«Sto arrivando.» dichiarò, chiudendo la comunicazione e osservandosi di nuovo attorno: «Non era lui, non era lui, non era lui…»


Xiang sbuffò, girando stizzita la pagina del giornale e domandandosi, per l’ennesima volta nell’ultima ora, perché aveva dato retta a Felix: non le interessava stare in quel locale, fra gli abitanti di Parigi.
Era in quella città con uno scopo ed era quello di trovare l’assassino di Kang e riportare a Shangri-la il monile che era stato rubato.
Kang le aveva detto di cercare chi indossava i gioielli di Nêdong: lo aveva fatto ma li reputava inadatti alla missione.
Erano troppo inesperti, per nulla coscienti del grande potere che aveva in mano.
Che cosa aveva detto la testa al Gran Guardiano per scegliere quel gruppetto di bambini?
Aveva deciso di lavorare da sola, sebbene Felix le avesse detto più e più volte di dare una chance ai Portatori.
Xiang sospirò, scostandosi dal volto una ciocca di capelli e alzando lo sguardo sulla presenza che, da una manciata di minuti buoni, era ferma davanti al suo tavolo: «Vuoi qualcosa?» domandò secca, osservando il ragazzo che le sorrideva.
«Non pensavo di vederti a Parigi, Figlia della Città senza tempo.»
«Tu…» mormorò Xiang, osservando il giovane scivolare nella sedia davanti la sua: «Come…» si fermò, notando il sorrisetto divertito sulle labbra del suo interlocutore: «L’hai posseduto, vero?»
«Sei incredibilmente intelligente, Xiang.» dichiarò il ragazzo, allargando le braccia: «Ed è incredibile come grazie a quella collana io riesca a fare ciò, non credi? Basta una piccola punta di oscurità e, tadan!, una delle mie ombre può entrare e dominarlo, rendendolo un mio schiavo.»
«Non sei diverso da quel demone cinese.» borbottò Xiang, incrociando le braccia e fissandolo malevola: «Come si chiamava? Ah sì, Chiyou.»
Chiyou, che aveva posseduto l’ex-Portatrice del Miraculous della Coccinella, nonché amata di Felix: si era trasformata in Coeur Noir e, circa un anno prima, era stata fermata proprio lì, a Parigi, dal gruppo di nuovi Portatori.
«Ma io posso fare di più…» continuò l’altro,  poggiando i gomiti sul tavolo e sorridendole: «Mi basta uno schiocco delle dita e i miei servi possono trasformarsi in guerrieri potenti.»
«Oh. Come faceva Papillon.» commentò Xiang, portandosi una mano alla bocca e ridacchiando: «Dimmi, mio caro dí rén – anche se definirti nemico è un po’ troppo devo dire –, c’è qualcosa di nuovo in te? Oppure sei solo una scopiazzatura di ciò che è venuto prima?»
«Ora basta!» tuonò improvviso il dí rén, colpendo il tavolo con il pugno: «Non ti permetterò di prendermi in giro.»
«La tua stessa esistenza è una presa in giro.»
«Pensi davvero di poterti mettere contro di me, Xiang? Qui non hai la protezione di Shangri-la.» commentò il ragazzo, accomodandosi contro lo schienale della sedia e sorridendo: «Non hai nessun potere, come non ce l’ha quell’ex-Portatore, tuo alleato.»
Xiang rimase in silenzio, osservandolo con il mento alzato: «Anche se non ho poteri, posso comunque batterti.» dichiarò, poggiando i palmi aperti sul tavolo e alzandosi in piedi: «Non pensare di farmi paura, il tuo monile non è niente: puoi controllare le ombre e creare degli schiavi ma non sarà mai altro che un catalizzatore.»
«Perché pensi che sia venuto a Parigi, mia cara Xiang?» domandò il dí rén, sorridendole dolcemente: «Qui sono riuniti i sette gioielli di Daitya ed io li avrò. Tutti quanti, assieme al potere assoluto.»
«La tua sete di potere sarà la tua rovina.»
Il ragazzo rise, gettando indietro la testa: «Io non sarò mai sconfitto.» dichiarò, regalandole un sorriso e osservando l’uomo che stava arrivando alle spalle della ragazza: «Ora devo andare. E’ stato un piacere parlare con te, Xiang. Spero di vederti ancora.»
Xiang rimase immobile, guardandolo alzarsi e andarsene: «Non ci credo!» esclamò la voce allegra di Felix alle sue spalle: «Hai un amico! Potevi dirmelo!»
«Dí rén.» bisbigliò Xiang, scuotendo il capo e sedendosi nuovamente: «Ha imparato a usare il monile, ha capito come poter controllare le ombre e come usarle a proprio vantaggio…»
«Vuoi dirmi che quello era…» Felix alzò lo sguardo, cercando fra gli avventori del locale il giovane: «Me lo immaginavo diverso, più  vecchio.»
«Quel ragazzo è posseduto da un’ombra e lui l’ha usato come tramite.» mormorò Xiang, stringendo le mani in grembo e abbassando lo sguardo su di queste: «Basta una piccola punta di oscurità e si può essere posseduti. Nessuno è al sicuro da lui. Io non so cosa fare per sconfiggerlo, Kang ha…»
«Sai, qui a Parigi, c’è una ragazza che ha purificato per parecchio tempo gli akuma, creati da Papillon.» dichiarò Felix, incrociando le braccia e sorridendole: «Non pensi che sia giunta l’ora di incontrare Ladybug?»
«Non sono…»
«Sono i Portatori dei Miraculous.» dichiarò Felix, fissandola serio: «Sono adatti e le persone giuste. Fidati.»
«Sono un branco di ragazzini, inesperti nell’arte del combattimento e…» Xiang scosse il capo, sbuffando: «Mi chiedo cosa il Gran Guardiano ha visto in loro per sceglierli.»
«Me lo sono chiesto anch’io, quando fui scelto come Portatore: cosa aveva visto quell’uomo in me? Perché mi aveva dato il Miraculous?» Felix sorrise, ritornando indietro nel tempo: «Io non sono mai stato una delle scelte migliori, non rispetto agli altri, e forse è per questo che sono caduto e sarei morto, non fosse stato per Kang.» si fermò, inspirando  profondamente e alzando lo sguardo sulla ragazza: «Ma fidati delle scelte di Fu: è un uomo saggio.»
«Come puoi saperlo?»
«Perché ho combattuto al suo fianco e, sebbene fosse giovane, ha sempre cercato di fare del suo meglio, ha cercato di fare le scelte più giuste.» dichiarò freddo l’uomo, fissandola: «Fidati del gruppo di Portatori che ha scelto: hanno sconfitto parecchi cattivi, non credi? Io direi che hanno ottime credenziali, rispetto a un sergente fallito che è caduto sotto i colpi dei guerrieri di Chiyou.»
«Ho visto come combattono…»
«Anche io, Xiang.» dichiarò Felix, sorridendole: «E mi chiedo perché la mia Ladybug non portava un costume attillato come quello.» sospirò, scuotendo il capo: «Sarei anche tentato di provarci con questa Ladybug, ma non penso che le piacerebbe uscire con uno che ha dieci volte la sua età. Senza contare che il suo compagno e lei mi ucciderebbero.»
«Sei sicuro di quello che dici?»
«Riguardo al fatto di provarci…»
«Riguardo al fatto di chiedere aiuto ai Portatori?»
«Oh. Assolutamente sì.»
Xiang tenne lo sguardo scuro su di lui, scuotendo poi il capo: «Lui…» iniziò, tamburellando le dita: «Possono aver combattuto contro Papillon e Coeur Noir...»
«E Maus.» aggiunse prontamente Felix, facendo un cenno a una delle ragazze dietro il bancone: «Non dimenticarti lo scienziato pazzo degli ultimi mesi.»
«Ciò che si troveranno davanti è l’unione di tutto ciò e loro…»
«Loro lo sconfiggeranno. Credimi.»
«E se invece non avessero la forza necessaria?» domandò la ragazza, scuotendo il capo: «Ha ucciso Kang e lui era…»
«Kang voleva morire, Xiang.» mormorò Felix, abbassando lo sguardo celeste sul tavolo e sospirando: «Sapeva benissimo che la sua morte era necessaria, per mettere in moto tutto quello che sarebbe venuto dopo. Pensi davvero che uno che ha visto il futuro fino a chissà dove, non sapesse il giorno della sua morte? Kang lo sapeva e ha scelto quella via, in modo che tu potessi venire qua e incontrare loro.»
«E se la mia venuta qua avesse un altro scopo?»
«Ho paura della piega che sta prendendo questo discorso.»
«Kang voleva che io venissi a Parigi, che trovassi i Miraculous…» mormorò Xiang, fissando l’uomo negli occhi: «Ma se non fosse per combattere al fianco dei Portatori? Se mi avesse mandato qua per prendere i Miraculous e portarli al sicuro?»
«Stai scherzando, vero?»
«Sono seria.»
«Ragioniamo.» mormorò Felix, appoggiando i gomiti sul tavolo e inclinandosi avanti con il busto: «Mi stai dicendo che credi che Kang ti abbia detto di venire qua, per prendere i Miraculous e portarli al sicuro? Al sicuro dove? Che quel simpaticone ha preso il gioiello custodito a Shangri-la.» scosse il capo, sospirando: «Tutta questa idea è talmente sbagliata che non so neanche da che parte iniziare.»
«E se fosse così?»
«E se non fosse così?»
«Io ho vissuto con Kang e…»
«Xiang, Kang era l’uomo più enigmatico di questo mondo ed è impossibile sapere cosa avesse in mente o aveva visto.» sbottò Felix, portandosi indietro le ciocche bionde: «Ma ho imparato una cosa, mentre ero nell’esercito: la via più semplice è quella corretta.»
«E quindi?»
«Quindi, appena possibile andremo da Fu, conosceremo i nuovi Portatori – io vedrò di spiegare a qualcuno che non sono morto e perché –, farai amicizia e combatterai al loro fianco.»
«Una guerriera di Shangri-la al fianco di…»
«Una ragazza cinese di…» Felix si fermò, storcendo la bocca: «Diciotto? Diciannove anni? Giusto per sapere quanti anni avresti in termini umani?»
Xiang si strinse nelle spalle, osservandolo confusa: «La mia crescita si è fermata a diciassette anni.» mormorò, storcendo le labbra in una smorfia: «Forse è quella…»
«Diciassette?» l’uomo la fissò, scuotendo il capo sconsolato: «Dovrei iscriverti a una scuola.»
«Cosa?»
«A diciassette anni non si sta a giro senza…»
«Ma io ho…»
«Chiamo il mio segretario e mi faccio dire quale è la migliore. Tu andrai a scuola, signorina.»
«So più di quanto un diciassettenne normale sa.»
«Perfetto, non avrai problemi con i compiti, allora.»
«Cosa?»


«Sei in ritardo, Willie.» dichiarò Lila, osservando la donna appena entrata: «Ma anche la nostra nuova compagna.»
«Diamole tempo.» dichiarò Sarah, sorridendo: «Non penso sia facile assimilare il fatto che un kwami appaia dal nulla e ti dica che da oggi in poi sarai una supereroina.»
«Come dimenticarsi l’incontro con Sarah.» sbottò Mikko, guardando male la sua Portatrice: «Ha urlato per dieci minuti buoni. Le mie povere orecchie.»
«Non è che mi apparissero kwami tutti i giorni!» bofonchiò l’americana, fissando male la propria kwami: «Come se gli altri avessero reagito bene.»
«Wei sì.» dichiarò Wayzz orgoglioso del suo Portatore: «E’ stato calmo e mi ha ascoltato, finché non l’ho condotto qui dal maestro.»
«Classico per Wei.» dichiarò Rafael, assestando una manata sulla spalla dell’amico: «Davvero hai urlato?» domandò, rivolto poi a Sarah, ridacchiando divertito: «Non ti ci vedo.»
«Tu cosa hai fatto?»
«Ah…ecco…»
«Ha cercato di uccidermi, Sarah!» sbottò Flaffy, volando davanti il volto della ragazza e scuotendo il capo: «Io ero lì, tutto contento di avere un nuovo Aragorn da seguire e questo cerca di schiacciarmi con un giornale.»
«Pensavo fossi un insetto…»
«Ti sembro un insetto?» gridò Flaffy, allargandosi la coda da pavone e scuotendo il capo, mentre Sophie ridacchiava divertita dall’altra parte della stanza: «Mentre Sophie urlò anche lei. E poi, anche lei, cercò di uccidermi.»
«Mamma!»
«Non volevo! Volevo semplicemente imprigionarlo, solo sono inciampata e…»
«Abbiamo capito.» sospirò Plagg, scuotendo il capo: «Tutti i Portatori di Flaffy presenti hanno attentato alla sua vita. Ed io sono l’unico che è stato scambiato per un genio della lampada.»
«Ero piccolo.» borbottò Adrien, incrociando le braccia e fissando risentito il suo kwami: «Ed ero in un momento della mia vita in cui pregavo quasi che arrivasse un genio della lampada.»
«Hai veramente pensato questo?» chiese Marinette, carezzando la testa bionda: «Che carino!»
«Oh, che carino!»
«Silenzio, pennuto killer.»
«Marinette e Bridgette, invece, mi hanno creduto un insetto entrambe.» mormorò Tikki, scuotendo il capo mentre Plagg ridacchiava al suo fianco: «Cosa c’è?» domandò la kwami rossa, voltandosi verso il proprio compagno.
«Beh, Tikki. Tu sei un insetto, alla fin fine.»
«Sono una kwami come te, genio della lampada!»
«Se v’interessa, le prime parole di Lila quando mi ha visto sono state: ma io non volevo il chihuahua.» borbottò Vooxi, scatenando l’ilarità nella stanza: «E’ stato umiliante.»
«Lila, solo tu…» riuscì a dire Adrien, prima di scoppiare a ridere: «Solo tu…» ripeté, tenendosi la pancia mentre Marinette, al suo fianco, sospirava con un sorriso sulle labbra.
«Oh. Andiamo. Ero già a conoscenza dei Miraculous, quando ho visto la scatola ho sperato in quello del Pavone o dell’Ape.» spiegò la ragazza, incrociando le braccia e guardandoli tutti male: «E invece mi appare questo cane venuto male.»
«Sono una volpe!»
«Bene.» sentenziò Willhelmina, mettendosi alle spalle di Wei e posandogli le mani sulle spalle: «Abbiamo capito che Wei, come al solito, è quello più tranquillo di questo gruppo.» la donna si fermò, tastando i muscoli del giovane: «Ma sei vero, tesoro mio?»
«Vero e occupato, Willie.»
«Tranquilla, se volessi provarci con qualcuno quello sarebbe Adrien.»
«Non mi interessano le vecchie.» dichiarò prontamente il biondo, rimediando una manata da parte di Marinette: «Che ho detto?»
«Mai sentito parlare di tatto?»
«Come arriva la nuova Portatrice, mi faccio akumatizzare e ti mando contro un gigante di ghiaccio. Lo giuro.»
«Willie, la vuoi finire con Frozen?» sbottò Adrien, scuotendo la testa e sospirando: «E se proprio vuoi fare la Elsa della situazione, crea un piccolo Olaf.»
«Olaf che ama i caldi abbracci.» citò Marinette, ridacchiando e notando lo sguardo divertito di Adrien: «Che c’è?»
«Beh, se vuoi caldi abbracci ci sono io, my lady.»
«Qualcuno lo fermi, per favore.»
«Per una volta mi trovo d’accordo con Lila.»
«Volpe, Pennuto. Io sono il vostro capo e quindi…»
«Il nostro capo è Marinette.» ribatté tranquillamente Lila, sorridendo: «Quindi sta buono, micetto.»
«E per la seconda volta sono d’accordo con Lila.» sentenziò Rafael, sospirando: «Siamo alla fine del mondo, mi sa.»
Il suono del campanello mise fine a ogni discorso e tutti rimase fermi e in silenzio: «Vado io!» esclamò Alex, rimasto in disparte fino a quel momento, alzandosi e correndo verso la porta d’ingresso.
Il gruppo rimase in attesa, sentendo l’americano parlottare e poi la porta d’ingresso dell’abitazione chiudersi, mentre il rumore dei passi si faceva vicino: «Abbiamo un problema.» esordì l’americano, affacciandosi sulla porta del salotto e osservando le persone radunate: «Vi presento il nuovo Portatore del Miraculous della Farfalla.» dichiarò, facendosi da parte e lasciando entrare nella stanza l’ospite: «Thomas Lapierre.»
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