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Miraculous Heroes 3

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Titolo: Miraculous Heroes 3
Personaggi: Adrien Agreste, Marinette Dupain-Cheng, altri
Genere: azione, mistero, romantico
Rating: NC13
Avvertimenti: longfic, what if...?, original character
Wordcount: 3.064 (Fidipù)
Note: -

 

Fu osservò il bambino al fianco di Alex, non capendo perché il giovane l’aveva definito Portatore della Farfalla: non era la ragazza che aveva scelto, non era di certo il proprietario della stanza in cui aveva lasciato il Miraculous della Farfalla.
«Maestro?» domandò Adrien, voltandosi verso di lui e mettendo in quella semplice parola la domanda che, ogni presente nella stanza, si stava facendo.
«Non è il Portatore del Miraculous…»
«Sì, maestro.» mormorò Nooroo, apparendo da sotto il giubbotto del ragazzino e osservandoli: «Thomas ha aperto la scatola del mio Miraculous e…»
«Ma io sono sicuro…» iniziò Fu, cercando di ricordare: era andato davanti casa dei Lapierre e poi aveva usato l’incantesimo che lo aveva condotto alla stanza del vero Portatore, ricordando com’era rimasto stupito dalla mobilia e dai soprammobili della camera: «Camille Lapierre è tua sorella, vero?» domandò, osservando il ragazzino e al accenno affermativo di questo, tornò nei suoi pensieri: «E’ per caso una tifosa del Paris Saint-Germain?»
«Quello sono io.» mormorò Thomas, in risposta, facendo vagare lo sguardo su tutti gli occupanti della stanza: «Camille odia il calcio.»
Fu annuì, inspirando profondamente: «Ho capito cosa è successo.» dichiarò alla fine, annuendo sicuro.
«E cosa, maestro?» domandò Rafael, scambiandosi uno sguardo dubbioso con gli altri: «Potrebbe gentilmente illuminare anche noi? Sa ci aspettavamo qualcun altro.»
«La questione è semplice: ho sbagliato a scegliere.»
«Cosa?» sbottò Adrien, alzandosi in piedi e osservando l’anziano a bocca: «Cosa vuol dire che ha sbagliato a scegliere?»
«Quando viene scelto un Portatore, per essere sicuri che il Miraculous vada in suo possesso, vengono usati degli incantesimi.» spiegò Willhelmina, attirando su di sé l’attenzione generale: «Quando Fu è andato a consegnare la spilla della Farfalla ne ha sicuramente usato uno, che l’ha indirizzato nella camera di…» la  donna si voltò verso il ragazzino: «Scusa, stellina, come hai detto che ti chiami?»
«Thomas Lapierre.» le rispose prontamente il ragazzino, fissandola serio: «Io la conosco.»
«Oh, davvero?»
Thomas annuì, osservando il resto del gruppo: «E conosco anche lui, lui, lui, lui e lei.» dichiarò, indicando con il dito Gabriel, Adrien Rafae, Wei e Lila: «Mia sorella è fissata con la moda, quindi ho imparato a conoscere un po’ di cose: signora, lei è una stilista famosa. E anche il signore lì.»  spiegò Thomas, indicando poi i due modelli: «Loro…beh, mia sorella ha tappezzato camera di loro foto.»
«Mi ricorda qualcuno…» dichiarò Adrien, ridacchiando e voltandosi verso Marinette: «A te no?»
«Smettila.» borbottò la ragazza, mettendo il broncio mentre il volto le diventava rosso: «Chiunque ha fatto i suoi errori.»
«Peccato che il tuo errore te lo sposerai.» continuò Adrien, ridacchiando e spostando poi l’attenzione verso l’americana: «Sarah!»
«Lasciala stare, Adrien.»
«Non ho foto di nessuno in camera.» dichiarò spiccia la bionda, anticipando l’amico: «Ormai ti conosco, Adrien Agreste.»
«Mi dispiace per te, pennuto.»
«C’è un modo per zittirlo, Marinette?» sbuffò Lila, osservando male il biondo: «Un silenziatore, magari? Signor Gabriel, Sophie. E’ vostro figlio dovreste sapere come tenerlo a freno.»
«Un modo ci sarebbe, volpe, ma la mia lady è troppo timida per farlo in pubblico.»
«Che schifo.» bofonchiò Lila, mimando l’atto del vomito e borbottando poi qualcosa sulla castrazione chimica dei felini.
«Ragazzi, ragazzi.»Willhelmina batté le mani, portando l’attenzione generale su di lei: «Vogliamo darci un taglio con questo asilo nido? Abbiamo un ragazzino confuso a cui dovremmo spiegare tutto.»
«E’ giovane, Willie. Non può essere un Portatore.» sentenziò Adrien, diventando immediatamente serio: «Non possiamo…»
«Perché no?» domandò Thomas, stringendo i pugni: «Io posso…»
«Noi combattiamo.» dichiarò il biondo, fissandolo serio: «Quasi ogni giorno e contro persone che non sono simpatici gnometti o…»
«Lo so. Ho visto i notiziari.» sbottò il ragazzino, incrociando le braccia: «Ero alla galleria Lafayette quando quei soldati arrivarono e non…»
«Un conto è vederli, un conto è combatterli.»
«Adrien…»
«Sì, my lady?» domandò il biondo, voltandosi verso di lei: «Vuoi veramente far diventare nostro compagno questo bambino?»
«Ho tredici anni.»
«Uao. Un adulto in pratica.»
«Adrien.» mormorò nuovamente Marinette, posandogli una mano sul braccio e facendolo voltare verso di lei: «Nooroo l’ha scelto e, a meno che Thomas non consegni di sua volontà il Miraculous al maestro, sarà il nuovo Portatore.»
«No.»
«Sì, invece.»
«Ed io non lo consegnerò.» dichiarò immediatamente Thomas, alzando orgoglioso la testa: «Sono stato scelto…»
«In verità il maestro aveva scelto tua sorella.»
«Però è arrivato a me! Perché non posso aiutarvi? Anch’io voglio proteggere gli altri.»
«Sei veramente un piccolo eroe.» sentenziò Wei, alzandosi dal suo posto e raggiungendo il ragazzino: «Ti ricordi di me, vero? Ci siamo incontrati un po’ di tempo fa.»
Thomas annuì, facendo vagare lo sguardo fino a Lila: «Mi ricordo anche di lei, la rapitrice.»
«Senti, moccioso, avevo deciso di sorvolare su questo fatto…» iniziò Lila, alzandosi minacciosa e fissandolo male: «Ma a quanto sembra…»
«No, scusa.» mormorò Rafael, fermando la ragazza e sorridendo: «Cos’è questa storia della rapitrice?»
«Una lunga storia, piumino.»
«Mi piacciono le lunghe storie.»
Wei ridacchiò, osservando Lila quasi digrignare i denti, e poi si voltò nuovamente verso Thomas: «Lascia che mi presenti ancora: il mio nome è Wei Xu, lavoro come tuttofare presso monsieur Mercier ma sono anche Tortoise e possiedo il Miraculous della Tartaruga.» alzò il braccio, mostrando il bracciale che teneva al polso e poi indicò Wayzz, posato sulla sua spalla: «E lui è Wayzz, il kwami mio compagno.»
«Onorato della tua conoscenza, Thomas.» dichiarò Wayzz, fluttuando fino a lui: «Sono onorato di conoscere il nuovo possessore del Miraculous della Farfalla.»
«Piacere mio.»
«Io mi chiamo Lila Rossi e non sono una rapitrice, quindi piantala con questa storia.» dichiarò Lila, tirando fuori il ciondolo a forma di coda di volpe da sotto la maglia: «Possiedo il Miraculous della Volpe e questa specie di chihuahua è il mio kwami, Vooxi. Ah, il nome del mio alterego è Volpina.»
«Sono Vooxi. E non sono un chihuahua.» sentenziò il kwami arancio, guardando male la ragazza: «E per te, Thomas Lapierre, ho solo una domanda.»
«Quale?»
«Grifondoro, Serpeverde, Corvonero o Tassorosso?»
«Cosa?»
«Vooxi è fissato con Harry Potter.» sbuffò Lila, alzando gli occhi al cielo: «Occhio a cosa rispondi.»
«Serpeverde.»
«Interessante.» commentò Vooxi, volando fino al ragazzino: «E come puoi dirlo?»
«Ho fatto lo smistamento su Pottermore.»
«Oh! Sei registrato su Pottermore?» esclamò Vooxi, effettuando una giravolta su sé stesso: «Lila…»
«Fantastico! Hai trovato un altro fan!» dichiarò la ragazza, raggiungendoli e acciuffando il kwami: «Ne parlate dopo, ok?»
«Facciamo fissato e fissato?» domandò Rafael, ridacchiando e voltandosi verso Thomas: «Beh, io sono Rafael Fabre e sono…»
«Sei un modello.»
«Fra le altre cose sì.» assentì il moro, sorridendo: «E sono anche Peacock, mentre…»
«Mentre io sono Flaffy!» esclamò giulivo il kwami, volando davanti al volto di Rafael: «Amo la cioccolata e i libri di Tolkien. Penso che il personaggio a cui assomiglio di più Frodo Baggins, ma dentro di me sento vivere lo spirito di Bilbo. Rafael invece è più Aragorn, poi dipende dai giorni: alle volte è solo uno stupido Nazgul senza cervello.»
«Grazie, Flaffy.»
«Io mi chiamo Sarah Davis e vengo dall’America.» dichiarò la bionda, interrompendo i due accanto a lei: «Avevo inseguito Coeur Noir e poi sono rimasta, unendomi al gruppo come Bee. Lei è Mikko, la mia fidata compagna.»
«Onorata di conoscerti, Thomas.» dichiarò la kwami dell’ape, sorridendo al ragazzino: «Sono certa che tu e Nooroo sarete una grande squadra.»
«Io continuo…»
«Presentati e falla finita, gattaccio.»
«Adrien Agreste o Chat Noir, per servirti.» dichiarò spiccio il biondo, alzandosi e inchinandosi con fare galante: «E lui è Plagg, il kwami più rompiscatole del mondo e ossessionato dal formaggio.»
«Sono un estimatore di camembert.»
«Sì, certo.»
«Io mi chiamo Marinette Dupain-Cheng.» si presentò Marinette, ignorando il fidanzato e il kwami: «E sono anche Ladybug, mentre lei è Tikki.»
«E sono la kwami del Miraculous della Coccinella.»
«Ladybug e Chat Noir…» mormorò Thomas, osservando i due ragazzi: «Voi siete…»
«Il mitico duo.» dichiarò Rafael, ridacchiando: «Notare la fama che hanno loro rispetto alla nostra.»
«Voi siete i miei idoli.» dichiarò Thomas, sorridendo: «Intendo tutti, eh. Ho seguito ogni vostra avventura da quando è apparsa Coeur Noir e poi quello svitato ma…» si fermò, osservando Marinette e Adrien: «Io non ho tanti ricordi, ero piccolo e poi Camille – mia sorella – mi tenne lontano dai nonni, ma una volta mia mamma è stata akumatizzata e…»
«Ah. Avevo akumatizzato sua madre?» domandò Gabriel, attirando su di sé l’attenzione: «Non lo ricordavo.»
«Devo farmi raccontare un po’ di cose da Adrien di quando eri un cattivo.» sentenziò Sophie, fissando il marito: «Molte cose.»
«Non c’è niente da raccontare.»
«Io credo di no, Gabriel.»
«Chi era tua madre?» domandò Adrien, scuotendo la testa: «E ignora i miei: quando mio padre si presenterà…beh, capirai tutto.»
«Chi era?»
«Come si faceva chiamare da akumatizzata?»
«Infirmitor.»
«La ricordo.» dichiarò Gabriel, sorridendo al ricordo: «E’ stata una delle poche che è andata molto vicina a rubarvi i Miraculous.»
«Oh! Ho capito! E’ quella che ci legò assieme con quelle bende e…» ricordò Adrien, voltandosi verso Marinette: «Dai, quella che Chloé aveva fatto arrabbiare quando suo padre venne ricoverato…»
«Chloé fa arrabbiare tantissima gente.»
«Andiamo, Marinette.» sbuffò Adrien, sorridendole: «Ti ricordi quando il padre di Chloé ebbe quell’incidente d’auto? E ti ricordi che accompagnammo Chloé in ospedale e…a proposito, perché eri venuta anche tu?»
«Perché ero preoccupata per Chloé.»
«Sì, certo. Pensi davvero che ci creda?»
«Comunque mi ricordo chi era: Chloé la trattò malissimo e poco dopo venne akumatizzata…» assentì Marinette, cambiando argomento e voltandosi verso Thomas: «Quindi era tua madre. E’ davvero piccolo il mondo.»
«Grazie per averla salvata.»
«E’ il nostro dovere.» dichiarò la mora, sorridendogli: «E adesso finiamo il giro di presentazioni?»
«Anche perché sono rimasti i pezzi migliori.» assentì Alex, posando una mano sulla spalla di Thomas e sorridendogli: «Io sono Alex, sono americano come Sarah – Sarah è la mia migliore amica, per la precisione – e sono la mente che c’è dietro a tutto: il mio nome in codice è Mogui.»
«Figo.»
«Il vecchietto, invece, è il Gran Guardiano dei Miraculous: il nostro dispensatore di perle di saggezza, nonché colui che sceglie i Possessori e gli dona i mistici gioielli. Fra le altre cose è stato Genbu in gioventù – sì, sembra strano ma c’è stato un tempo in cui era giovane e non somigliava a Miyagi di Karate kid – e possedeva il Miraculous della Tartaruga.»
«Chi ha deciso che continuasse lui le presentazioni?» domandò Fu, guardandosi attorno, indicando Alex e non ricevendo risposta.
«Lei invece è Willhelmina Hart, ma hai detto di conoscerla. Ciò che non sai è che lei, un tempo, è stata la Portatrice del Miraculous della Coccinella – non sembra ma ha qualcosa come duecento anni –, poi è stata posseduta da un demone cinese ed era diventata Coeur Noir. Però ora è buona, eh. E sta studiando per diventare la futura Gran Guardiana.» Thomas annuì in silenzio, osservando Willhelmina e ciò fu di incoraggiamento ad Alex che continuò: «La signora bionda è Sophie Agreste, la mamma di Adrien, ed è stata Pavo, Portatrice del Miraculous del Pavone. Poi è stata imprigionata da Maus e…beh, per farla breve si è liberata ed è tornata qua.»
«Benvenuto, Thomas.» mormorò Sophie, sorridendo al ragazzino e portando poi l’attenzione sull’americano: «Alex, penso che sia meglio che…»
«Lascio la parola a lei, signor Agreste.»
Gabriel annuì, posando lo sguardo su Thomas: «Hai detto di sapere chi sono, quindi andrò dritto al sodo: un tempo sono stato Papillon, ho posseduto il Miraculous che ora appartiene a te l’ho usato per fini sbagliati.» dichiarò spiccio, tenendo lo sguardo fisso sul ragazzino: «Non farlo mai. Non lasciare che il potere ti accechi.»
«O-ok.»
La stanza rimase in silenzio, poi Fu si alzò e con tranquillità affiancò Thomas: «Quindi, a parte l’iniziale titubanza di Adrien, siamo tutti d’accordo?» domandò, senza ricevere nessuna risposta in cambio: «Lo prendo per un sì.» assentì l’anziano, voltandosi poi verso il nuovo arrivato: «Benvenuto in squadra, Thomas.»



Marinette rimase immobile, sentendo l’altro occupante del letto muoversi per l’ennesima volta: «Qual è il problema?» domandò la ragazza, girandosi sul fianco opposto e osservando, per quanto fosse possibile nell’oscurità, il ragazzo che era con lei: «Sei preoccupato per…»
«E’ giovane. Troppo giovane.» dichiarò spiccio Adrien, lo sguardo verde rivolto al soffitto: «Come ha fatto a…»
«Noi non eravamo poi così grandi, quando abbiamo cominciato.»
«Era diverso.»
La ragazza sospirò, mettendosi seduta e osservando il ragazzo dall’alto: «In cosa era diverso?» gli domandò, osservando lo sguardo verde posarsi su di lei: «Abbiamo affrontato pericoli…»
«Papillon – mio padre – non ha mai ucciso nessuno.» mormorò Adrien, issandosi su e imitandolo, abbassando lo sguardo sulle proprie mani: «Mentre…»
«Mentre?»
«Chiunque c’è là fuori non si è preoccupato a uccidere tre persone.» spiegò il ragazzo, mentre un nuovo sospiro gli usciva dalle labbra: «E noi dovremmo lasciare che un ragazzino combatta al nostro fianco?»
Marinette annuì, allungando una mano e stringendo quella del ragazzo: «Non è solo, Adrien.» dichiarò, sorridendogli: «Ci siamo tutti noi con lui e lo proteggeremo. Dagli una possibilità…»
Il biondo annuì, tirandola lievemente e circondandola con le braccia: «Poi se non lo rende lui il Miraculous…» bofonchiò contro la pelle nuda della spalla: «Abbiamo un tredicenne in squadra, stavolta avremmo davvero bisogno di un miracolo per salvare Parigi.»
«Su, su. Sii ottimista.»
«Detto da quella che immagina le peggio catastrofi.» sentenziò Adrien, staccandosi leggermente: «Ultimamente non hai fatto tanti film mentali, ora che ci penso.»
«Attualmente è Nathaniel la vittima dei miei film mentali.» dichiarò la mora, sorridendo: «Proprio ieri penso di averne fatto uno su cosa sarebbe successo alla consegna dei progetti e centrava la professoressa, una spia russa e un mazzo di chiavi.»
«Una spia russa?»
«Tu non vuoi sapere, vero?»
«In verità no.» dichiarò Adrien, stendendosi e sorridendo quando la ragazza si sistemò nell’incavo del suo braccio, la testa mora che riposava sul suo petto: «Avrei un’altra domanda. E’ una curiosità che ho da oggi, devo dire.»
«Non ti dico niente riguardo…»
«Perché eri venuta all’ospedale con me e Chloé?»
«Ti ho già spiegato che…»
«Pensi davvero che ci creda? My lady, credevo avessi un’opinione più alta della mia intelligenza.»
«Io…tu…»
«Avanti. Sono tutto orecchie!»
«E-ecco, come di-dire…»
«Sinceramente, ho una certa teoria sul fatto che eri venuta anche tu.» continuò tranquillamente il biondo: «Venire…mh…venire anche tu.»
Marinette gli posò una mano sulla bocca, salendogli in grembo e fissandolo dall’alto: «Se ti dico il perché, tu non dirai qualsiasi battuta ti sia venuta in mente, ok?» Adrien assentì, l’ilarità negli occhi e Marinette tolse la mano: «Co-come dire…» iniziò, sentendo il volto farsi improvvisamente di fuoco: «Può essere che, all’epoca, fossi un tantino gelosa ed ero venuta anch’io all’ospedale per evitare che Chloé allungasse troppo le mani e…»
«All’epoca?»
«Ok, lo sarei anche ora, però c’è da dire che adesso ho un po’ più di sicurezza e…»
«Quindi eri venuta…» Adrien si fermò, sbuffando: «Non c’è un altro verbo che posso usare? Seriamente, se lo dico ancora morirò fra atroci sofferenze, perché ti ho promesso che non avrei fatto battute.»
«Oh. Povero il mio micetto.»
«Sei una coccinella sadica, sai?»
«Non è vero!»
«Sì, sei felice della mia sofferenza.»
«No.»
«Sì.»
«La vogliamo finire?» sbuffò Plagg, dal piano inferiore della camera: «Qui ci sono kwami che vogliono dormire.»
«Sempre il solito.» sbuffò Adrien, mentre Marinette scivolava al suo fianco e lui la cingeva con un braccio: «Ok, dormiamo. Domani ho promesso al pennuto di studiare assieme e vorrei evitare di crollare sui libri.»
«Dormiamo.» assentì la ragazza, allungandosi e baciandogli la guancia: «Buonanotte, Adrien.»
«Buonanotte, mon coeur.»
«Mh. Questo mi piace.»
«Ti piacciono anche gli altri, solo che non mi vuoi dare la soddisfazione di ammetterlo.»
«Buonanotte, Adrien.»


Plagg rimase in ascolto per un po’, sospirando beato quando non sentì più bisbigli o rumori molesti: «Dovresti smetterla di essere così brontolone.» dichiarò Tikki, con una note ilare nella voce: «E lasciarli un po’ in pace.»
«Mi avevano svegliato.»
«Ma se non stavi dormendo.» dichiarò la kwami alzando la testa e osservando il compagno che, acciambellato, le dava le spalle: «La senti anche tu?»
«Purtroppo sì.» bofonchiò Plagg, alzandosi e stiracchiandosi come un gatto: «E non mi piace. E’ la stessa sensazione che ebbi quando Routo emise quella colonna di Quantum.»
«Mi sono sempre domandata perché.»
«Cosa?»
«Perché ci fu quella colonna? Perché liberarono così tanto Quantum verso il cielo? Se l’avessero rivolta verso Daitya ci avrebbero annientati quella notte.»
Plagg la osservò in silenzio, voltando poi la testa e guardando Marinette scendere le scale: «La notte degli insonni.» sbuffò il kwami nero, mentre la ragazza li raggiungeva: «Il moccioso?»
«Sta dormendo adesso. Credo.»
Il kwami nero annuì, osservando Marinette sedersi sulla chaisse longue: «Grazie.» mugugnò, volando sulle sue gambe e accomodandosi: «Grazie per essere con lui.»
«Oh. Questa è da segnare, il grande Plagg ringrazia.» scherzò Tikki, raggiungendo i due: «E’ una cosa che non succedeva da…beh, da quando lo conosco.»
«Sono onorata, Plagg.»
«Se non ci fosse Marinette, dovrei sorbirmeli io i suoi attacchi di panico.»
«Adrien si preoccupa ed essere impegnata a tranquillizzare lui…» Marinette sospirò, scuotendo il capo: «…beh, impedisce a me di preoccuparmi.»
«Però adesso lo sei, ragazzina.» dichiarò Plagg, osservandola annuire con la testa: «Quanto hai sentito?»
«Cosa temete?»
«Non lo sappiamo, Marinette.» dichiarò Tikki, scuotendo il capo: «Ti ho narrato la nostra storia e di come Routo ci attaccò e di…»
«Della colonna di energia che fu ciò che vi portò a essere kwami, sì.»
«Cosa era? E perché successe?» Tikki abbassò le spalle, sorridendo alla sua umana: «Forse sono solo idee mie e non centra niente con tutto quello che sta succedendo ma con Maus che voleva ricreare il Quantum mi è stato impossibile non ripensare al mio passato e a ciò che successe.»
«Capisco.» mormorò Marinette, carezzando la testa della kwami: «Spero di essere all’altezza di ciò che avverrà.»
«Tu sei Ladybug.» dichiarò decisa la voce di Adrien, facendo alzare la testa dei tre e osservando il ragazzo fermò a metà scale: «Sei sempre all’altezza.»
Marinette sorrise al ragazzo, sentendo il cuore batterle più forte: sapeva benissimo che Adrien credeva in lei ma sentirlo così sicuro di ciò che stava dicendo era un qualcosa…
Un qualcosa…
Un qualcosa da battiti del cuore a mille.
«Bene, visto che siamo tutti svegli, io propongo una cosa sola.» dichiarò Plagg, volando in mezzo alla stanza: «Camambert-poker.»
«E sarebbe?»
«Come lo streap-poker, solo non ci si spoglia ma si mangia camambert.»
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